Incisa

Sulle origini del nucleo più antico del paese si possono fare soltanto delle ipotesi a causa dell’assoluta mancanza di documenti e per la penuria di reperti archeologici. I ritrovamenti effettuati casualmente nel tempo sono da assegnarsi ad età tardo-romana per cui appare plausibile che le origini di Incisa Scapaccino siano da attribuirsi ad un periodo non anteriore a questo.

I resti di maggior interesse storico sono concentrati nell’attuale Borgo Villa posto sulla collina che domina il paese.

Il castello di Incisa, sede dei Marchesi, fu presumibilmente edificato nel secolo XI o XII. Più volte distrutto e ricostruito, si trovava sulla sommità della collina, dove ora rimane solo un moncone di torre.

Originariamente, a protezione del castello erano poste due cinta di mura. Tra i due recinti correva la contrada “de barbacanis” (l’attuale Via Umberto I). Ai margini della contrada si affiancavano le umili abitazioni dei rustici e le “apoteche” che formavano, lungo il versante orientale del colle, la Villa i cui confini sono precisati nella rubrica XXXIII degli Statuti.

Nella cinta di mura esterna, tre porte consentivano l’accesso al Borgo: la Porta di San Giovanni, la Porta dei Rota e, unica ancora esistente, la Porta di Valcanzara, aperta nel XV secolo per consentire una più agevole comunicazione con il convento dei carmelitani anche questo eretto in quel periodo.

La Porta di Valcanzara era munita di ponte levatoio, a lato si apre ancora la posteria: varco di ristrette dimensioni utilizzato quando il ponte era chiuso, che per sicurezza, consentiva il passaggio di una sola persona.

La Chiesa di San Giovanni si reputa sia stata edificata contemporaneamente al castello.    Abbattuta durante il saccheggio del 1514, venne poi ricostruita nel 1575; successivamente, agli inizi del XVIII sec. venne ampliata. Dissesti nel pavimento e gravi lesioni nelle strutture portanti costrinsero, nel 1978, il trasferimento delle funzioni nella chiesa del Carmine. Dopo recenti ristrutturazioni, nel 2014 è stata riaperta al culto e nel 2015 eretta canonicamente  Santuario diocesano della Beata Vergine Maria Virgo Fidelis.

Dalla piazza antistante la Chiesa di San Giovanni ha inizio la Pozzomania: una strada ciotolata che consente di raggiungere velocemente il centro del paese.

Altro edificio di culto storicamente interessante è il precedentemente citato convento dei carmelitani, che già in una bolla del 1413 veniva detto “del Carmine”. Riguardo alla costruzione dell’edificio, molte sono le notizie spesso prive di fondamento, comunque ivi officiarono certamente i frati del primo nucleo carmelitano. A tal proposito è stata rinvenuta una bolla nella quale si rivela che padre Emanuele supplicava il Papa affinchè concedesse licenza di poter costruire domum cum dormitorio, claustro, cimiterio, campanili, campana, ortis, ortaliciis et aliis officinis…; padre Emanuele, dunque, non aveva chiesto nè il Papa gli aveva accordato di erigere una chiesa perchè, in effetti, su quel poggio solitario già esisteva un luogo di culto, privo forse di campanile perchè si chiedeva al Papa di costruirlo.

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